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Posts Tagged ‘pessimismo e fastidio’

Michele Serra, oggi, su Repubblica:

Ci sono “élite di merda che vivono di rendita” e tramano contro il governo e dunque contro il popolo sovrano. Così, in sintesi, ha detto ieri il ministro Brunetta, entusiasmando una platea amica e disgustando una volta di più l’altra metà degli italiani (…)

Se il ministro Brunetta, piuttosto che un iracondo e un demagogo, fosse una persona ragionevole, e davvero parlasse per conto del popolo italiano e nei suoi interessi, saprebbe che il nostro Paese, nell’ultimo paio di secoli, ha molto patito non già a causa delle élite, ma della loro gracilità, o mancanza. (altro…)

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La riforma delle scuole superiori non subirà slittamenti: partirà nel 2010, cominciando solo dalle prime classi.

tagli anche di capelliDa non perdere la precisazione conclusiva, del ministro Gelmini; e soprattutto da non perdere l’avverbio, solo, che ne costituisce la farcitura indispensabile e anche la spia rivelatrice. Perché questa dichiarazione, dell’altro ieri, del ministro Gelmini è una dichiarazione indispensabile, che aspettavamo da mesi, che ci angosciava da mesi, anche se può non sembrare.

Infatti, proprio l’altro ieri, mentre il ministro rilasciava interviste ai giornali, in collegio docenti abbiamo discusso di questo fatto: si era detto, all’inizio, quando la riforma dei cicli era stata presentata alla stampa che sarebbe partita nel 2010 e che avrebbe coinvolto tutto il biennio. Non solo le prime classi. E in collegio docenti ci dicevamo che nessuno, nei mesi successivi (da maggio ad oggi) aveva più precisato se quell’affermazione era da considerarsi valida o meno; e che stavamo ancora aspettando lumi dal ministero; e che non sapevamo cosa fare.

Ora che i lumi sono arrivati (tramite intervista come al solito: e non c’è traccia di questo in nessun documento ufficiale, prendiamone atto), possiamo confessarvi una terribile verità, di cui forse eravate all’oscuro.             (altro…)

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finestre chiuse aria pesanteLa giustificazione secondo cui si è fatta una cosa «perché la fanno anche tutti gli altri» è una delle più puerili e sciocche che si conoscano. Le mamme popolari, quelle come la mia, amorevoli ma severe, generalmente, rispondono così ai loro bambini, quando questi usano una tale ingenua giustificazione per una loro marachella: «E se gli altri si buttano dalla finestra, tu cosa fai, ti butti anche tu?»

Chissà invece quali altre dottissime e raffinatissime risposte dava la signora Ricci a suo figlio Antonio, quando era piccolo e ne combinava qualcuna; Antonio, che è quello di Striscia la Notizia e di Drive In, quello delle “veline”, quello che riparte lunedì con la sua nuova stagione di grandissima e irripetibile e geniale televisione commerciale, fatta di risate sguaiate ma finte e di irresistibili scoop.             (altro…)

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Insomma, io lo yogurt Actimel non l’ho proprio mai comprato, nemmeno una volta in vita mia. Per cui questo boicottaggio è ancora più inutile dei precedenti. Però i “creativi” della Actimel (che poi è Danone, una multinazionale coi fiocchi) se lo meritano comunque. Per la stupidità loro e per quella che attribuiscono a noi, obiettivamente, nel momento in cui decidono di investirci con le loro teorie sullo “stress”.

Innanzitutto notate lo stupore del più debole dei due protagonisti maschi, quando ripete interrogativamente la parola «Stress…?», come se si trattasse di una conversazione dotta sull’ecdotica o sull’ uso dell’epanalessi. «Lo stress? E che cosa sarà mai? Un gioco da tavolo?»                (altro…)

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Eh, lo so, lo so benissimo che già dal titolo avete pensato che non se ne può più, che sono noioso e che scrivo sempre delle stesse cose. Io vi prometto che è l’ultima volta, quindi. Ma devo anche addurre a mia giustificazione che in nove giorni (da quando i dati dell’Ocse sono stati resi pubblici) il ministro Gelmini ha pronunciato la stessa frase quattro volte in quattro interviste diverse. E, si sa, la realtà è quella che si dice che sia, nella società delle comunicazioni di massa, non quella che è; soprattutto se nessuno degli intervistatori si va a dare, prima, un’occhiata ai numeri dell’Ocse per non lasciarsela raccontare impunemente.

Dunque, l’ultima dichiarazione del ministro, in ordine di tempo, è questa di oggi, sul Mattino. Dice Mariastella Gelmini, con invidiabile perentorietà:

L’Italia non spende meno degli altri paesi europei, anzi. L’Ocse ci dice che la nostra spesa per studente è superiore alla media.

Ecco, se nessuno smentisce questi dati, tra un po’ ci crederemo tutti; e tireremo le nostre conclusioni a partire da questi dati; che però non sono propriamente veri. Ed è esattamente quello che il ministro vuole: che ci crediamo e non li discutiamo più.             (altro…)

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Il 29 settembre saranno consegnati i primi 700 appartamenti a L’Aquila.

Così disse Bertolaso, ieri, a Onna.

E non so, magari esagero, e sicuramente è un dettaglio che non significa nulla nel mare immenso di quello che sta accadendo, senz’altro; però a me quella data, proprio quella data tra tutte le date possibili, infastidisce non poco. Avrei preferito un’espressione del tipo: «tra due settimane». Perché così mi dà proprio l’impressione di una celebrazione del sovrano, una sorta di festa nazionale del padrone, che elargisce, con liberalità generosa, beni ai suoi sudditi.

Ma forse è solo lo sconcerto complessivo, che mi acceca. Meglio per chi avrà le case, innanzitutto. Gli altri sono solo dettagli. Nei quali non si nasconde nessuno, com’è noto.

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Renatino Brunetta dixit:

distorsioniIn Italia c’e’ il 70% delle persone che rischia quotidianamente in prima persona, rispettando i criteri della meritocrazia e della trasparenza, mentre il restante 30% ha sempre vissuto in maniera parassitaria. Parlo dell’Italia che non rischia, che vive di rendita, l’Italia del nepotismo che fino ad oggi e’ stata peraltro sovrarappresentata.

Ebbene, a questa Italia parassitaria, sporca ed infame, stiamo togliendo l’acqua in cui nuotava, le stiamo facendo un mazzo così!.

Molti di loro vogliono che l’Italia non cambi nel settore del pubblico impiego, dal momento che li’ e’ la loro rendita di posizione, la loro forza. Penso alla Cgil o a certi sindacati corporativi della scuola. (altro…)

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