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Posts Tagged ‘pubblicità’

Lo so benissimo, guarda. Lo so benissimo, già per conto mio, che è del tutto inutile che uno metta in moto delle campagne di boicottaggio da solo, senza nessuno che lo segua. Però, tant’è, la tentazione te la fanno proprio venire, e pure molto forte, quasi irresistibile; perché sono troppo stupidi, davvero; e perché ti trattano troppo da stupido, soprattutto. E perché pensano che a forza di trattare la gente da stupida, questa si trasformi in stupida. (E perché forse hanno anche un po’ ragione, a pensarlo)

Per cui, visto che non riesco a reprimere un moto di stizza e di vergogna (mi vergogno di appartenere alla stessa loro specie: homo sapiens…) quando vedo la pubblicità del tonno Consorcio alla tv (e mi è capitato solo due volte, finora), ho deciso.

E, dentro di me (ma da adesso anche fuori di me), ho promesso che non comprerò mai più quel tonno, proprio mai più, per l’eternità, lo giuro. Perché lo spot è assolutamente ributtante e spaventoso e perché quel «consorziamo?» pronunciato all’ultimo secondo con fare ammiccante ha rischiato più volte di far partire violentemente la mia scarpa contro lo schermo.      (altro…)

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non tutti in vacanzaCosa c’è che mi disturba nella pubblicità che il Governo sta mandando in onda sulle tv nazionali in questi giorni per promuovere la lettura? Non lo so, tante cose, forse nessuna in particolare, forse tutte quante; l’atmosfera, principalmente. Quell’idea di famiglia benestante in vacanza, prima di tutto; quei vestiti bianchi, quel candore artefatto. E quindi, inevitabilmente, l’associazione tra lettura e vacanza; tra libri e tempo libero; tra lettura e biscotti del mulino bianco o yogurt che stimolano l’intestino.

Poi c’è il claim, quel «passaparola» che implica qualcosa di segreto, di misterioso, come già è stato fatto notare qui. E infine l’originalissimo finale sul «cibo della mente», che, mi rendo conto, vuole essere uno slogan comprensibile a tutti e da tutti decifrabile, ma sprofonda talmente nell’ovvio da suscitare (almeno in me) una piccola smorfia di dolore. Cibo della mente, mamma mia…

E non basta.         (altro…)

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ipnotizzati

Siamo circondati da un’editoria giornalistica di bassa qualità. Siamo circondati da notizie assurdamente ansiogene … in un’epoca che per questo paese è la più sicura e non violenta che sia capitata da secoli a questa parte. Siamo circondati da media che titillano le più basse voglie e i meno qualificanti istinti. Che confondono ambiguamente informazione, spettacolo e comunicazione. Che giocano con la strategia della disattenzione. E questo avviene perché si è pensato consciamente di costruire una realtà virtuale mediatica nella quale attirare ipnoticamente le persone e imprigionarle in una spirale pubblicitaria e promozionale che le ha fatte sentire semplici spettatori, consumatori, elettori. Non più persone attive e informate. Non abbastanza cittadini.

Luca De Biase riesce a dire benissimo quello che io ho sempre pensato e non ero mai riuscito a dire, neanche malissimo.

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prenda-anche-questo-consumatorA me, questa storia del “product placement” non so mica se mi convince. Ancora se ne parla poco, ma immagino che presto, a legge approvata (cioè mercoledì), fioccheranno i commenti anche sui quotidiani. In sostanza si tratta di rendere lecita  la pubblicità di prodotti  anche all’interno dei programmi televisivi, mediante il posizionamento strategico di marchi, di loghi e di oggetti all’interno di una qualsiasi inquadratura. E i programmi televisivi coinvolti saranno tutti, dalle fiction ai programmi sportivi, dai giochi a premi ai reality show. Si tratta, in poche parole, di quella che fino a ieri, e ancora per poche ore, abbiamo chiamato pubblicità occulta.

I commenti allarmati «fanno cadere le balle», si dice su seguitissimi e stimatissimi (anche da me) blog. E forse è vero. Ma forse, essendo le mie cadute già da un bel pezzo, non rischio più niente e un po’ mi allarmo.      (altro…)

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piano-con-il-tartufo-ragazzoBe’, ora si capiscono un po’ più chiaramente le ragioni per cui  suo padre ha sempre preferito continuare a mangiare, a casa da solo, le penne al pomodoro preparate dalla moglie…

(bevendo l’acqua del rubinetto, tra l’altro, mi suggeriscono i più maliziosi)

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depilazione del bush

Certo, alcuni uffici marketing non si fermano proprio davanti a nessuna emozione. Nemmeno se su scala mondiale. Se non li ritenessi la feccia del mondo, direi che sono stati geniali. Ma li ritengo la feccia del mondo.

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Io sono un po’ lento, da sempre. Quindi mi succede che ascolto una frase o assisto a un evento e solo dopo un po’ di giorni riesco a capire perché quella frase o quell’evento mi avevano impressionato così tanto. Ed è successo anche con la battuta pronunciata qualche giorno fa dal collega Pancrazio M., che ho riportato qui (leggetela un attimo, che è breve assai e sennò non si capisce niente).

Le considerazioni in merito mi sono arrivate in testa dopo. E si sono totalmente imperniate sul rapporto causa-effetto, che, non ho bisogno di dirlo io, è una delle più fruttifere ma anche delle più fallaci categorie dell’intelletto umano. Quel poco che c’è, insomma.

(desidero già fin da ora scusarmi per il titolo del post e per il continuo ricorso a quel complemento di vile materia che ha costiuito il nucleo incandescente della frase di Pancrazio; ma alcuni concetti non possono davvero essere detti altrimenti. E voglio anche dire fin da subito che questo post è un vero e proprio pistolotto insopportabile e anche un po’ qualunquista. Siete avvertiti: se cliccate per continuare a leggere, la responsabilità è tutta vostra, ora.)    (altro…)

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