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Posts Tagged ‘terremoto’

Il 29 settembre saranno consegnati i primi 700 appartamenti a L’Aquila.

Così disse Bertolaso, ieri, a Onna.

E non so, magari esagero, e sicuramente è un dettaglio che non significa nulla nel mare immenso di quello che sta accadendo, senz’altro; però a me quella data, proprio quella data tra tutte le date possibili, infastidisce non poco. Avrei preferito un’espressione del tipo: «tra due settimane». Perché così mi dà proprio l’impressione di una celebrazione del sovrano, una sorta di festa nazionale del padrone, che elargisce, con liberalità generosa, beni ai suoi sudditi.

Ma forse è solo lo sconcerto complessivo, che mi acceca. Meglio per chi avrà le case, innanzitutto. Gli altri sono solo dettagli. Nei quali non si nasconde nessuno, com’è noto.

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La mia ex commentatrice Sogliola ci ha preso gusto e torna a scrivere per il blog. Questa volta millanta improbabili “campagne elettorali” e strane frequentazioni di uomini potenti. Ma forse è solo rimasta un po’ schiacciata (ehm…) dai sondaggi elettorali che ha qui letto qualche giorno fa. Decidete voi.

Caro Scorfano, scusa la mia assenza dalle pagine del blog (sono pagine, vero?). Se si è sentita mi farà piacere e dispiacere al contempo: che tempi, però, eh? Leggo che te ne andrai in vacanza col capo, che altro non è che l’adorata fidanzata: la solidarietà tra donne mi fa dire che ormai la chiami così perché ti ha preso la testa, e ciò significa che il sentimento si è fortificato con la coscienza di come andranno a finire le cose: il pensiero dell’amore si è riflesso nella mente e, schizzando di qua e di là, ti ha portato a pensarla in questo modo.

Bene, viva l’amore, l’amor che vien e… qualche volta per fortuna sta.

Torniamo a noi.

Forse non sai che oltre ad essere una tua appassionata amica virtuale, sono una deputata del Parlamento, sì, una delle tante in quella pletora orgiastica delle nostre adorate Camere: la collocazione politica?       (altro…)

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La canzone che gli artisti italiani hanno inciso a scopo benefico per i terremotati dell’Aquila è stata scaricata illegalmente da quasi due milioni di persone, si dice. Caterina Caselli, la produttrice, ne è «sgomenta», perché «non c’è pietà per nessuno».  Ipazia sognatrice, blogger non produttrice, le rivolge un piccolo condivisibile appunto:

Per quale motivo Caselli, Jovanotti, ma anche Bob Geldof e Bono ai loro tempi quando succede qualche tragedia, organizzano un concerto, cantano la canzone di beneficenza, invece di mettere semplicemente mano alle tasche, organizzare un telethon, eccetera? Perché non donare anonimamente, come tutti fanno, con un bravo sms, un assegno depositato su uno dei mille conti correnti che fioccano per ognuna di queste nobili iniziative (e sulle quali, da profana, immagino che le banche lucrino la loro parte; ma siccome non so se è vero, aspettandomi di essere contraddetta, qui la dico e qui la chiudo)?

Cosa cambia, tra donare una canzone e donare dei soldi come un qualunque ‘signor Rossi’? La pubblicità, la visibilità, ovviamente. Che non si avrebbe, se Caselli, Jovanotti, Pausini, Ligabue e compagnia firmassero ciascuno un assegno, o un sms, ciascuno nel proprio privato.

Intendiamoci, un furto è un furto, e la proprietà intellettuale, per quanto possa darmi fastidio la SIAE, esiste e va rispettata. E chi ne abusa è un ladro, punto.  Dico solo che che questo tipo di ‘carità artistica’ non è del tutto vergine.

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Le cifre, i numeri e le date che ieri, a proposito della ricostruzione del dopo-terremoto in Abruzzo, dava Alessandro Robecchi sul manifesto sono agghiaccianti. Talmente agghiaccianti che io spero che non siano vere, che si sia sbagliato, che abbia capito male lui, e che l’imbroglione sia lui:

Otto, dieci, dodici miliardi per l’Abruzzo, dicevano le promesse. Ma il decreto legge n. 39 del 28 aprile suona un’altra musica, ed è un’altra gragnuola di colpi in faccia al popolo d’Abruzzo.  Proviamo un rapido riassunto. (altro…)

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labbraccio-del-genioBasta un minimo cigolio, e l’uomo reagisce. Il cigolio era la polemica sui soldi non risparmiati a causa della data del referendum (quanti soldi, non importa, in questo discorso). E il cigolio era intenzionalmente prodotto dal leader del Pd Franceschini, che su questa storia dei milioni buttati via stava insistendo, con un certo cipiglio e un certo successo televisivo.

Ed ecco che l’uomo, provocato dal cigolio, reagisce da par suo, senza incertezze: il G8 non si farà alla Maddalena, in mezzo alle barche di lusso, ma in Abruzzo in mezzo alle tende degli sfollati. Mossa mediatica ineccepibile. Marketing di livello altissimo. Fuochi d’artificio strepitosi di chi non si fa certo battere sul suo terreno. Il tutto condito da un paio di affermazioni davvero travolgenti:     (altro…)

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l’attenzione

E intanto il terremoto in Abruzzo è scivolato a pagina 20 sul Corsera e a pagina 21 su Repubblica. Comincia il lento, inevitabile, oblìo. Ora ci sarebbe da stare attenti, da mandare inviati, da tenere gli occhi aperti. Ora cominciano le ruberie, le furbizie, le illegalità. Ora comincia il grande lavoro che la nostra stampa quotidiana non ha il coraggio e la voglia di fare.

Così, oggi, su stampa rassegnata. Poi ci sarà il 25 aprile a Onna e se ne parlerà ancora un po’. Ma è qui che la rete dovrà essere meglio della carta stampata. Altrimenti siamo qui a contarcela, che è anche bello, ma inutile.

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media-allassalto(grazie a dis.amb.ig.uando)

Altri disegni dell’artista, Banksy, sul suo sito personale. Alcuni, a mia scelta, qui di seguito.      (altro…)

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