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Posts Tagged ‘veline’

Bene. Ascoltato pure questo (in tutto il suo squallore pubblico), è poi perfetto (secondo me) il commento di nipresa:

La Borromeo non è stata, in fondo una specie di versione “de sinistra” delle tanto (giustamente) vituperate “veline” collocate qua e là non per il loro talento ma perché sono “carne fresca”? (e la Granbassi uguale). O meglio: che cosa ha spinto Santoro, quando ha pensato a una giovane qualcosa da inserire nel suo programma a scegliere proprio lei?

(…)

Poi ripeto: quello che le è successo è semplicemente ridicolo e la Bignardi ne esce malino (ma è riuscita a uscirne malino da un confronto con Brunetta, ormai il baratro è aperto).
Però mi piacerebbe avere dei martiri un po’ più credibili di così.

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una cosa bella finché si hanno 4 anniAvete presente quelle interviste banali, con le domande concordate mesi prima,  in cui si chiedono apposta delle banalità, in modo che non si possa fare altro che una bella  e banalissima figura? Ecco, ne ho trovata una strepitosa a Lara Comi, la assolutamente-non-velina del PdL.  Ma invece di sorridere, a un certo punto mi sono pure un po’ innervosito.

Perché è normale, io credo, che alla domanda «Qual è il tuo peggior difetto?» qualunque persona un po’ superficiale, non troppo portata per l’autoanalisi e la coscienza di sé, tenti di rispondere con un falso difetto, che assomiglia a un pregio. Del tipo: sono troppo buona; oppure: mi fido troppo degli altri, o altre ovvietà del genere.     (altro…)

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cesare-anche-tu-brutto-figlioIeri sera ho guardato L’infedele di Gad Lerner; non lo guardo spesso (preferisco i film), ma ieri sera si parlava di donne e della loro immagine televisiva, tra veline e letterine, che è argomento su cui ho sempre avuto tante perplessità, e ho dunque deciso di guardarlo. Tra gli ospiti c’era Lorella Zanardo, autrice del documentario Il corpo delle donne e tenutaria di un interessante blog; c’era Sofia Ventura, che per prima, sul magazine della fondazione FareFuturo aveva criticato la scelta delle ballerine candidate alle elezioni europee; c’era Gabriella Carlucci, vabbè; c’era una poetessa libanese di nome Joumana Haddad; e c’era anche Cesare Lanza.

Io non sapevo bene chi fosse Cesare Lanza, prima di ieri sera. Poi sfortunatamente  mi sono informato e ho visto che:          (altro…)

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Nell’intervista rilasciata al nuovo direttore della Stampa, il Presidente del Consiglio, per difendersi dall’accusa di aver candidato veline al Parlamento europeo, dichiara, tra un paio di altre cose, che Barbara Matera è un’ottima candidata in quanto «è di buonissima famiglia». Un giorno qualcuno chiederà cosa diavolo possa significare questa espressione, un giorno succederà, forse.

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Il fatto che tra le persone che si candidano con noi ci sia Elisa, 26 anni, laureata in Psicologia, con un passato come schedina a Quelli che il Calcio e conduttrice di una trasmissione sul calcio su RTV38 fa scattare la morbosa attenzione dei media locali.

Così Matteo Renzi, candidato sindaco di Firenze per il Partito Democratico. La Elisa di cui parla, e di cui si sottolinea ovviamente l’immancabile laurea, è Elisa Sergi. Se volete conoscerla meglio ha anche un suo sito personale. Io non dico più niente, perché ho già detto abbastanza (e anche perché sono in troppi quelli che cominciano a pensare che sia una cosa assolutamente normale, questa, e che scandalizzarsi sia patetico). E lo stesso Renzi, tra l’altro, dice anche di avere:

una visione del ruolo della donna che è diametralmente opposta a quella che traspare dalle battute del Presidente del Consiglio.

Ovvio.

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chiunque-anche-un-canarino1Ultima piccola considerazione sulla questione delle veline che dovevano essere candidate e che poi non sono state candidate, tranne una. E poi basta, che non se ne può assolutamente più, e che non ne posso più nemmeno io.

E la considerazione è sulla laurea.

L’insistenza ossessiva dei giornali sul fatto che queste siano laureate è onestamente poco rilevante e anche un po’ fastidiosa. Altrimenti dovrebbe valere assai anche per Gabriella Carlucci, che di lauree ne ha due, una addirittura con 110 e lode; e che ha recentemente e ampiamente dimostrato che le lauree possono anche non bastare. E dovrebbe valere anche per Eugenio Montale, magari, che invece non si laureò mai; e per mille altri come lei e come lui, in entrambe le direzioni.      (altro…)

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Valutazioni comprensibili ma eccessive.

Sono queste le parole pronunciate da Gianfranco Fini in merito all’articolo uscito ieri sulla webmagazine di FareFuturo, la fondazione, di cui lo stesso Fini è presidente, che aveva criticato con toni accesi la presenza di veline e ballerine nelle liste del Pdl per le elezioni europee. Dunque erano stati troppo spavaldi quelli di repubblica.it nel loro incipit di ieri:

I distinguo tra Fini e il Cavaliere non sono una novità. Ma stavolta l’affondo di FareFuturo, fondazione animata dal presidente della Camera, punta su donne e televisione. Ovvero due dei punti nevralgici della visione del mondo berlusconiana.

Confesso che la notizia della precisazione tutta cautelosa di Fini mi dà un certo sollievo. Che altrimenti se ne facevano un altro motivo di discussione interna tra loro e agli altri non restava davvero più niente da dire.

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