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Posts Tagged ‘voto di condotta’

la strage di chiLa strage non è esattamente una strage; e forse nemmeno un boom, a essere precisi; è una progressione, una tendenza, un mutamento di clima, ma non una strage. Guardo i dati sull’aumento delle bocciature agli esami di Stato di quest’anno (dal 2,5% dei candidati al 3%; cioè da 12.000 studenti a circa 15.000, su un totale di mezzo milione) e non mi pare che lo sia, insomma; e tra l’altro non riesco a stupirmi più di tanto, per le molte ragioni di cui ho già scritto e su cui quindi non mi dilungo più.

Ma altri si dilugano parecchio, invece. Non cito nemmeno i telegiornali, che nello spazio di pochi minuti devono comunicare i numeri, inquadrare il sorriso soddisfatto della Gelmini, intervistare studenti e mamme ponendo domande prive di significato alcuno e magari anche provare a commentare e motivare i cambiamenti. Mi rendo conto che sia quasi impossibile.

Parlo invece dei giornali, dai quali ci si aspetterebbe, onestamente, quealche analisi più lucida.             (altro…)

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libera e disciplinataDella disciplina si può dire tutto il male possibile, è ovvio, è talmente ovvio che è quasi diventato un luogo comune. È parola brutta, che suona male, che sa di vecchio, che sa di schiavitù e soprattutto di repressione. E oggi, governati dal sedicente partito delle libertà, tutto quello che sembra sapere un po’ di schiavitù finisce per avere un cattiva reputazione, per suonare stonato entro il concertino circense che ci stanno propinando. Anche la disciplina, quindi.

Eppure, la disciplina ha qualcosa che dovrebbe farcela amare, almeno un po’.

Intanto perché viene dal verbo latino disco, che significa “imparare”; e imparare è cosa sempre bella, sempre necessaria, senza la quale non si cresce e dunque non si è liberi. Ed ecco allora che c’è qualcosa che non va in quelli che si immaginano la disciplina come una vecchia schifosa parente della schiavitù. Che anzi, ve lo confesso io che la conosco, la disciplina è giovane e carina.             (altro…)

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rigorosaBreve nota di chiusura della stagione del voto in condotta, portate pazienza per l’ultima volta.

Fatti i conti, è successo, almeno nell’istituto in cui lavoro, che il voto in condotta ha alzato la media al 99,1% degli studenti. È un dato molto significativo, naturalmente. Chiedete spiegazioni alla Gelmini sul perché questa norma debba andare in direzione del rigore, secondo lei; non chiedetelo a me, perché non sono in grado di darvi neppure una possibile spiegazione.

Ma non è tutto qui.       (altro…)

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sorelle d'italiaIo me lo immagino benissimo che non ve ne possa fregare di meno; e non vi biasimo. Però, anche se non ve ne frega nulla, sappiate che sul benedetto voto di condotta non è nemmeno detta l’ultima parola. Cioè, a oggi, mentre la ministra rilascia interviste su interviste a proposito di tutto e di più, non c’è ancora una circolare ministeriale che chiarisca se il voto di condotta farà media o no nel calcolo del credito scolastico di uno studente (il punteggio che ogni ragazzo ottiene negli ultimi tre anni di scuola).

Siamo sicuri che farà media per l’ammissione all’Esame di Stato, perché questo è stato espressamente detto. Ma che possa fare media anche negli anni precedenti non è mica del tutto evidente. Noi supponiamo di sì, sia chiaro: perché le interviste ai giornali vanno tutte in quella direzione. Ma lo supponiamo e basta, in realtà. Perché di comunicazioni ufficiali nemmeno l’ombra. Ve lo giuro, è così.

Anzi, a essere sinceri una piccola ombra, quella c’è: è la circolare del 7 maggio scorso che dice testualmente: «A partire dall’anno scolastico 2008-09 il voto di comportamento concorre alla valutazione complessiva dello studente…». Che non significa nulla, però.        (altro…)

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a-passo-di-gamberoQuindi la Gelmini si è «arresa», come titolavano i giornali di ieri, ha fatto retromarcia. E quindi resta in vigore la norma Fioroni, quella secondo cui per essere ammessi all’Esame di maturità basterà avere la media dei voti pari al 6; e non almeno 6 in tutte le discipline del curriculum, come la ministra aveva dichiarato. Ma contemporaneamente resta anche in vigore la norma per cui anche il voto di condotta farà media, a partire da quest’anno, come voluto dalla Gelmini stessa. È, nel complesso, una buona notizia: che fa primavera anche lei, un po’.

Ma detto questo, e detto che il calcolo del voto di condotta all’interno della media è tutto meno che una norma di «rigore e severità», come la ministra dice, resta almeno un dubbio. E cioè: perché si è fatta questa marcia indietro?       (altro…)

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perplessita-scolasticaIn quinta c’è il tema. Io giro tra i banchi, per vedere un po’ quale traccia hanno scelto i ragazzi, se hanno bisogno di aiuto, se tutti stanno lavorando sul serio o se stanno perdendo tempo, come spesso accade, anche in quinta. Quando arrivo in fondo all’aula, nell’ultimo banco, vedo che Alberto tiene vicino al foglio su cui sta scrivendo il suo tema anche il pagellino, che gli è stato consegnato l’ora prima da un collega. Gli dico, tanto per capire qualche umore e per vedere qualche reazione: «Allora, il tuo pagellino? cosa ne dici?»     (altro…)

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Un articolo dell’altro ieri, pubblicato sul Messaggero, di Giorgio Israel. Dice, a proposito di scuola, di voti di condotta, di contenuti, di pedagogia e di libri di testo, le cose che io vado ripetendo in quasi solitudine da molti anni e che, in parte, ho scritto già anche su questo blog (almeno sul voto di condotta e sulla pedagogia). Solo che io non conto niente e lui invece è il coordinatore del Gruppo Ministeriale per la formazione dei nuovi insegnanti. Dateci un’occhiata, se avete tempo. Forse le cose vanno a cambiare in una direzione imprevista; forse a qualcuno toccherà darmi ragione prima che arrivi il 2030.

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Dal blog  di Sergio Maistrello (via contaminazioni) un piccolo e istruttivo resoconto di una gita scolastica dalla provincia di Pordenone fino a Roma, con annessa visita alla Camera dei Deputati. La sconcia desolazione elevata ad esempio di educazione democratica:

Hanno messo giacca a cravatta nello zaino per entrare nella Camera dei deputati, a Roma. Il souvenir di 20 studenti dell’Isa Galvani di Cordenons nel viaggio-premio in Parlamento, è stato lo stupore. «Banchi vuoti nell’emiciclo e pochi deputati presenti attaccati al cellulare o a facebook sul computer portatile: che è ‘sta cosa?». Lo ha chiesto Tobia, al commesso con i guanti bianchi che lo scortava nel tempio della democrazia. «Cari studenti, nel momento delle interrogazioni va chi è interessato – ha scalato la marcia dell’indignazione ingenua, il funzionario -. E’ una prassi». Tribune a sbalzo semi-deserte, però chiassose. «I deputati presenti parlavano, si alzavano e facevano una gran confusione – è stato il report di Stefy, Rita e Athena studenti dell’Isa -. Leggevano giornali, chattavano al computer, telefonavano. L’aula fa impressione, perché sembra un mercato dove non si ascolta chi parla, in quel caso l’unico ministro presente Alfano. Ci siamo rimasti male, perché siamo più educati noi in aula a scuola.

Trattenuto lo sdegno primitivo e rabbioso di ognuno di noi, va subito chiarito ai ragazzi friulani che questo è anche il principale motivo per cui a scuola resta assolutamente necessario, senza se e senza ma, comportarsi in modo diverso: per non essere così tra vent’anni.

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piovono-ranocchieMagari il latino aiuterebbe a trovare ogni tanto un qualche sinonimo, sempre che qualcuno ne abbia voglia. O un sostantivo, se non del tutto sinonimico, almeno  analogo, e sempre all’interno del campo semantico dell’acqua, visto che piace. Ce ne sono tanti da far piovere sul serio: diluvio, grandine, acquazzone, tempesta, bufera, inondazione, rovescio, scroscio, nubifragio, precipitazione, raffica, gragnuola, profluvio, cascata, fiume, oceano, mare, spruzzata, piovasco, procella, fortunale.

Ecco, si fa tanto per dire. E per far sì che impedire agli studenti di copiare in classe durante le verifiche abbia ancora un senso. Altrimenti ditemi che è copiando che si fanno i giornali (perché anche gli articoli sono tutti uguali, con le stesse parole e fin le stesse virgole) e io mi adeguo subito: e boccio quello che non copia, il povero imbecille. E gli do anche 5 in condotta, per farvi felici.

(scusatemi, è un costume a cui non riesco a rassegnarmi, questo dei giornalisti che si copiano fin dal titolo e poi si atteggiano a professionisti)

(ora, se avete anche voglia di girare pagina, potreste forse convincervi che tutto sommato non piove nemmeno tanto: giusto qualche salutare goccia, diciamo)   (altro…)

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Oggi, nell’ora libera, ho fatto il calcolo che mi ero da tempo ripromesso di fare. Dunque, siamo un grande istituto comprensivo, con liceo scientifico, ragioneria, geometri e professionali: quindi siamo parecchio rappresentativi direi, anche se in un piccolo paese di provincia. Gli studenti della scuola, complessivamente, sono circa 1180 (circa, perché qualcuno va e qualcuno viene, di continuo). Di questi, in 1141 hanno avuto un voto di condotta compreso tra 7 e 10 (è il 96,7% del totale); in 34 hanno avuto voto di condotta pari a 6 (cioè il 2,9% del totale); in 5 (spiace un po’ dirlo, ma tutti del professionale) hanno avuto voto di condotta 5 (si tratta dello 0,42%  del totale). Attenzione, però: nessuno dei 5 in condotta abbassa la media complessiva degli altri voti della pagella: il che significa che, stando così i numeri, quei cinque ragazzi perderebbero l’anno comunque, voto o non voto di condotta.      (altro…)

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Un ragazzino di una prima liceo ha avuto in pagella 10 in condotta. Come spesso succede tra adolescenti, è diventato lo zimbello di altri che in pagella avevano avuto meno di lui, i quali hanno cominciato a prenderlo in giro. La cosa è andata avanti qualche giorno; l’altro ieri, durante l’intervallo, hanno ricominciato a sfotterlo e lui, forse accecato dal furore, ne ha preso uno e gli ha dato un pugno. E ha pure rischiato di fargli male. Ah, perfido bullo con 10 in condotta…

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le-vostre-teste-saranno-dei-pallonciniLo so che è stancante parlare sempre delle stesse cose, lo so già benissimo da solo. Ma non sono mai quello che comincia. E oggi ha di nuovo cominciato lei, la ministra youtube. E allora vorrei che fosse fin da subito chiara una cosa. Fin da subito: perché è su questo che si gioca il discrimine tra due significati opposti di uno stesso provvedimento. Se il voto di condotta fa media, come è chiaro ed evidente da mesi ormai, la scuola avrà alla fine dell’anno qualche promosso in più. Solo questo e semplicemente questo: qualche promosso in più.

E la spiegazione è facile.        (altro…)

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Mentre sto entrando in classe, mi ferma sulla porta Carolina A., di Terza. Quasi in lacrime, mi dice: «Mia mamma non ci crede a quello che le ho detto. Dice che 7 è per forza un brutto voto di condotta. Dice anche che non ha bisogno di venire a parlare con lei per saperlo».

Ieri, commentando i loro voti e vedendo che Carolina era rimasta troppo delusa dal voto di condotta e troppo poco colpita dagli altri voti, le avevo spiegato che con tutte le nuove regole e i nuovi indicatori (sia ringraziata per l’eternità la ministra Mariastella) il 7 non poteva considersi un brutto voto.     (altro…)

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Mi spiace riempire il blog di immagini. Ma questa volta non potevo resistere, perché mentre cercavo qualche articolo un po’ più interessante del solito sull’argomento scolastico del giorno, cioè il famigerato voto di condotta (che qualcuno stramaledica la ministra Mariastella, per favore), mi sono imbattuto in questa cosa qua, che trovo sinceramente esilarante. Giornalisti che copiano come alunni di terza media. Complimenti, davvero.

A giudicare dalle date, sono quelli della «redazione» di Panorama ad aver copiato l’articolo di stampa.it.      (altro…)

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voti-condotta1

Sbalordito dalle polemiche e terrorizzato dalla prospettiva che i miei stessi discepoli  “insorgano” contro di me, faccio un rapido conto sui miei attuali 68 alunni (magari tra qualche giorno lo farò su tutti gli alunni della scuola): il voto di condotta abbassa la media totale dei voti delle altre discipline solo a uno studente; in due casi coincide perfettamente con le media degli altri voti; negli altri 65 casi, il voto di condotta alza, talvolta anche sensibilmente, la media totale (si tratta del 95,6% degli studenti). Così, tanto per dire che si può scrivere quel che si vuole (su stampa.it, non proprio sul giornalino locale) e che, tra i miei studenti, al limite ne «insorgerà» uno (di aspetto mitissimo, inoltre). Sono più tranquillo, via.

E però, ministra Mariastella, se evitava lei di inventarsi questa buffonata del voto di condotta, sarebbe stato meglio per tutti, insomma.

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condotta oscena

Do una prima occhiata ai criteri per l’attribuzione del voto di condotta. Mi tocca, visto che, almeno in quinta, sono l’insegnante con più ore in classe. Mi perdo subito nel labirinto di indicatori e fasce di valutazione. Non so come farò e nemmeno quanto senso abbia farci fatica sopra (per non farla invece altrove, dove forse sarebbe utile a qualcuno e a qualcosa). Penso, con vergogna e raccapriccio, che un giorno, forse tra vent’anni, qualcuno guarderà e giudicherà  il modo in cui ci siamo costretti, da soli, a lavorare. Spero che sia pietoso. 

E che pietosamente rida.

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